lunedì 9 gennaio 2012

Luther Blisset: Q



Sappiamo tutti che i sentieri della lettura non sono sempre dritti e piani e, spesso, capita che ci allontanino dalla strada maestra per inoltrarci verso nuovi territori. Devo confessare che ho conosciuto Luther Blisset a livello letterario in un momento in cui il romanzo storico era qualcosa di lontanissimo dalle letture di quel periodo, perso com'ero tra la Fondazione di Asimov e I sentieri di Calvino.
Conoscevo Q di fama, per la trovata virale usata per diffondere il loro pseudonimo (ebbene sì, Luther Blisset, poi Wu Ming, era un nome-ombrello) e che grazie agli ignari mezzi di comunicazione italiani sono giunti addirittura al programma televisivo "Chi l'ha visto?"
Quindi, quando per l'ennesima volta in libreria il mio sguardo si è posato sulla loro copertina, mi sono detto: "Togliamoci lo sfizio". Comprai il libro e lo divorai in cinque giorni. Poi comprai gli altri (54, Manituana) ma questa è un'altra storia.

Insomma cos'è /chi è Q?
Q è un servo della chiesa cattolica, un abilissimo infiltrato e furbo sabotatore di ribellioni, in un contesto storico (quello dei focolai protestanti) in cui il dissenso verso la Madre Chiesa di Roma era accesissimo e in tutta Europa vi era terreno fertile per fomentare gli animi contro l'autorità religiosa/politica.
E sull'altro piatto della bilancia, c'è un un uomo senza nome che passa di rivolta in rivolta, sparge pamphlet, opuscoli, ascolta grandi oratori come Thomas Muntzer e si unisce a loro alla ricerca di una religione che renda liberi e non schiavi, in un mondo già al tempo dominato dalle banche e plasmato attraverso le forze distruttrici/manipolatrici di oscuri arcana imperii.

Q offre un'esperienza di narrazione storica altamente immersiva.
E non stupitevi quando, finendolo di leggere, avrete voglia di alzarvi in piedi e gridare dal balcone di casa:
"OMNIA SUNT COMMUNIA"

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